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«Lentius, Profundius, Soavius»: Rossi il pacer mette il cuore prima del cronometro

Premiato podista dell’Atletica Cales, fondatore del gruppo Fun Pacer: «Un angelo custode dei runner».

CALVI RISORTA (Pietro De Biasio) – Si è svolta ieri l’altro, presso l’aula consiliare del Comune di Calvi Risorta, la seconda edizione del «Premio Azioni per la Pace», un riconoscimento istituito dal Movimento Internazionale per la Salvaguardia del Creato III Millennio e fortemente voluto da Agnese Ginocchio. Un’edizione dal forte valore simbolico, dedicata alla memoria di Peppino De Lucia, figura nota sul territorio caleno in contesti come, la scuola, l’ambiente e le attività di promozione dei valori di legalità e pace.

Tra i numerosi premi assegnati, quello per la «Categoria Sport e Solidarietà» a Leopoldo Rossi, podista dell’«Atletica Cales» e tra i fondatori del gruppo «Fun Pacer». Un riconoscimento che premia non solo le sue prestazioni atletiche, ma soprattutto il suo impegno nella corsa come strumento di inclusione e sostegno verso chi fatica di più. Ma cosa significa essere un «pacer»? Nelle grandi competizioni su strada, i «pacer» che spesso vengono riconosciuti dai palloncini colorati legati alle canotte, hanno il compito di scandire il ritmo di gara, aiutando i running a mantenere un’andatura regolare e a raggiungere il proprio obiettivo cronometrico. Il loro ruolo è fondamentale per evitare partenze troppo veloci o cali improvvisi, permettendo agli atleti di gestire al meglio lo sforzo e migliorare le proprie prestazioni.

E il podista caleno non è solo un «pacer», ma un vero e proprio «angelo custode dei runner». Con il suo gruppo è sempre al fianco dei corridori più in difficoltà, applicando alla lettera il motto di Alexander Langer: «Lentius, Profundius, Soavius» (più lento, più profondo, più soave). Un approccio che si contrappone alla frenesia del motto olimpico «Citius, Altius, Fortius» (più veloce, più alto, più forte), mettendo al centro l’aspetto umano dello sport. La motivazione del premio ricevuto sottolinea proprio il suo impegno per la solidarietà attraverso la corsa: «In virtù dell’impegno profuso con lo Sport, in particolare nella disciplina del podismo, a servizio della Solidarietà e nella guida del gruppo Fun Pacer, ovvero gli “Angeli Custodi dei Runner” accanto ai soggetti più deboli. Per avere dedicato infine una sua impresa sportiva alla memoria del compianto Peppino». Un premio meritato dunque per un uomo che, attraverso la corsa, dimostra ogni giorno che lo sport può essere uno straordinario strumento di pace, inclusione e condivisione.