Economia Politica

Centrale Nucleare – Richiesta Convocazione Tavolo della Trasparenza.

Si teme che la Centrale Nucleare Dismessa possa accogliere rifiuti radioattivi pur essendo stata dichiarata dal Cnapi; NON IDONEA.

SESSA AURUNCA (Teano & OltreCircolo Legambiente Sessa Aurunca) – Non avendo ancora ad oggi individuato un sito per il deposito nazionale in cui stoccare rifiuti e scorie radioattivi, esiste una seria e preoccupante possibilità che La Centrale Nucleare Dismessa del Garigliano, possa accogliere rifiuti radioattivi pur essendo stata dichiarata dal Cnapi NON IDONEA. (Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee per il Deposito Unico Nazionale dei rifiuti radioattivi).

Facendo seguito alla lettera inviata in data 14 ottobre 2024, precisiamo quanto segue: Il Ministro del Mase, Pichetto Fratin, avendo fallito sulla individuazione del sito per il deposito nazionale in cui stoccare rifiuti e scorie radioattivi, con la messa in funzione nel 2039, a meno di altri spostamenti temporali, asserisce che: Si sta valutando l’idea di «ammodernare le strutture esistenti, eventualmente ampliandole, sfruttando la possibilità di farlo in località potenzialmente già idonee alla gestione in sicurezza di rifiuti radioattivi, anche nell’ottica del rientro dall’estero dei rifiuti ad alta attività che li si trovano per riprocessamento da diversi anni».

Appare evidente il riferimento alle località dove insistono centrali nucleari. È necessario precisare, per quanto attiene alla centrale nucleare del Garigliano, che, contrariamente a quanto asserito dal Ministro, il sito è stato dichiarato più volte idrogeologicamente inidoneo a stoccare detti rifiuti perché si trova in area golenale, dove si sono già verificate numerose esondazioni, e su terreno di origine alluvionale, tanto che, per realizzare il deposito D2 è stato necessario costruirlo su 112 pali che arrivano alla profondità di 30 metri. Quanto alle scorie ad alta attività, queste non potranno certo essere «custodite» presso le obsolete centrali che già presentano numerosi problemi per stoccare le scorie che via via risultano dallo smantellamento.

Quanto al ritorno, entro quest’anno, dei «vetri» radioattivi, altamente radioattivi, derivati dal riprocessamento delle barre di combustibile, al Garigliano, ne tornerebbero 20 mc da UK e 15 mc dalla Francia, impensabili da stoccare nel sito. Nel frattempo, dopo l’avvenuta fusione di 420 t di metalli contaminati, i 155 manufatti che ne sono derivati sono già stati stoccati nel D1.

L’A.D. di Sogin, Gian Luca Artizzu, afferma che «la destinazione naturale dei siti resta quella di ospitare centrali nucleari di nuova generazione». È lo studio che Sogin presenterà al governo, in particolare ai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, per le aree industriali oggetto di decommissioning.

Poiché le prospettive non sono per niente rassicuranti, chiediamo che l’Assessore Ambiente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, convochi al più presto un nuovo Tavolo della Trasparenza come previsto dalla delibera di G.R. n. 163 del 29/4/2011, integrata dalla delibera di G.R. n. 428/2011 che ne prevede la convocazione ogni sei mesi o anche prima in caso di richiesta per fatti urgenti. Chiediamo, inoltre che il Sindaco di Sessa, Lorenzo Di lorio, si faccia portavoce della legittima richiesta di Legambiente. (Firmato Carmine Venasco Presiedente Circolo Legambiente e Giulia Casella Responsabile del settore).